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Sesto San Giovanni per l'Unesco

 

08. La città si racconta - The Township Tells Its Story

Sesto e i suoi studenti: una macchina del tempo

Sesto tra passato e futuro: una città da esplorare in tutte le sue dimensioni. I ragazzi si sono divertiti a percorrerla a spasso tra le varie epoche storiche, proprio come una macchina del tempo che trasporta in un’altra dimensione. E, come potete vedere, l’hanno raccontata e dipinta.

 

Alcuni disegni in concorso: Sesto al passato, Sesto al futuro, Fumo di fabbrica (copertina del fumetto), Sesto del tempo che fu

 

Dal racconto ’Tra le mie mura tante storie’ - classe 1 A Scuola media C. Forlanini – Istituto Comprensivo G. Rovani di Sesto San Giovanni - medaglia d’argento

“Ritornando indietro nel tempo, tra le mie esperienze passate, il mio pensiero vaga nella Sesto di tanti anni fa, tra suoni di sirene e le ciminiere fumanti della Falck. Nel 1923 mi hanno costruito, quando a Sesto c’erano praticamente quasi tutte fabbriche. Il cielo alla sera diventava rosso per i forni a cielo aperto, come se ci fosse sempre un’aurora boreale. A pensarci bene era uno spettacolo favoloso. Ricordo le sette del mattino, quando arrivavano i treni dei pendolari. Sesto operaia era fatta da moltissimi fuori sede, che si fermavano una settimana e andavano a casa il sabato. Gli uomini avevano vestiti scuri, un cappello cacciato in testa.
Pensavo che un marciapiede come me fosse sfortunato perché calpestato da tutti. Ma c’erano altri più calpestati di me e ogni volta che vedevo entrare qualcuno nella Falck pensavo: ’Poverini, questi sì, che vanno a lavorare nei forni!’”

Dal racconto di Ilaria Rigo - classe 3ª C Scuola media VII - Istituto Comprensivo G. Pascoli di Sesto San Giovanni - Medaglia d’argento

"Poi all’improvviso lo strano personaggio mi prende per mano e subito mi proietta nel tempo.
Il tempo scorre velocemente all’indietro fino ai primi anni del Novecento: vedo Sesto San Giovanni con le sue fabbriche in funzione. Ce ne sono di enormi, meccaniche e siderurgiche come la Breda, la Falck, la Ercole Marelli, la Osva.
Vengo catapultata nella fabbrica Breda, fondata a Milano nel 1886 da Ernesto Breda.
Nel presente, infatti, la Breda si trova dove c’è il MIL. Il viaggio nel tempo ha fissato benissimo queste conoscenze nella mia mente… ma… la proiezione nel passato mi ha anche trasformata in un’operaia!
Mi sono sempre chiesta quanta fatica facessero gli operai nelle fabbriche e ora ne ho la prova concreta. Lavoro in un edificio in mattoni rossi con un unico piano articolato su tre navate e coperto con una struttura in profilati di acciaio. Sui lati si aprono dei finestroni.
Cerco disperatamente la macchina del tempo e lo strano personaggio che mi ha messo in questo guaio; mi infilo dentro una stanzetta e finalmente ecco il mio veicolo per tornare al presente.
Mentre riparto, tutta la storia del Novecento scorre rapidamente in avanti… troppo rapidamente!"

 

Disegni in concorso: una villa di Sesto, il nuovo centro Vulcano

 

Dal racconto di Lorenzo Bossi - classe 3ª C Scuola media VII - Istituto Comprensivo G. Pascoli di Sesto San Giovanni - Medaglia d’argento

"Ero con alcuni miei amici all’inaugurazione del nuovo Centro Commerciale Vulcano.
Mentre camminavo pensai a cosa c’era prima del Vulcano in questo luogo: era l’ex area Falck, una zona piena di capannoni, ormai dismessi, di qualunque tipo e forma. Ricordo che, appena fu presentato il progetto per la costruzione del Centro Commerciale, delle gru altissime incominciarono a smontare e demolire tutto, lasciando una distesa immensa di terra battuta su cui da circa un anno sorge questa importante costruzione. Avevo letto che il suo nome deriva dalla fonderia del ferro della Falck che si chiamava appunto Vulcano. La fonderia non si spegneva mai, era sempre accesa perchè il forno raggiungeva temperature elevatissime e quindi non era possibile spegnerlo perchè poi avrebbe impiegato troppo tempo per tornare alla temperatura necessaria.
[…] Pian piano comparve una specie di televisione enorme alla quale erano collegate tutte le navicelle degli alieni. […] Sullo schermo incominciarono a comparire delle scritte: “Ecco la città di Sesto San Giovanni come sarà tra duecento anni!”
[…] La gente si divise in due gruppi: quelli che credevano che il futuro di Sesto sarà sicuramente come quello visto nella TV e quelli che ritenevano il filmato fosse solo una ipotetica previsione.
Io e miei amici ne parlammo brevemente ma non riuscimmo a schierarci. Infine decidemmo di dare una forma concreta al nostro presente e ci avviammo sorridenti a comprare un gelato. Felici e spavaldi, mentre risolvevamo l’enigma dei gusti da scegliere, sentivamo risuonare dentro di noi la curiosità: chissà come sarà Sesto tra 200 anni…"

Sesto e i suoi studenti: una macchina del tempo si trova in:

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