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Sesto San Giovanni per l'Unesco

 

08. La città si racconta - The Township Tells Its Story

I primi passi verso un museo del territorio

Negli spazi un tempo occupati dal magazzino ricambi della Breda Siderurgica, è sorto lo Spazio MIL, antenna centrale del museo diffuso sul territorio voluto dall’Amministrazione comunale. Altri elementi di questo progetto sono i circa 50 totem distribuiti in tutta la città (in prossimità di ex aree produttive, edifici di interesse storico, luoghi di ritrovo e case operaie) e il MAGE della ex Falck Concordia. A questi reperti si aggiungeranno poi gli edifici che verranno salvaguardati nelle aree ex Falk Unione e Vittoria. Un’idea complessiva di museo quindi che coinvolge tutto il territorio, interprete del suo cambiamento e interlocutore degli attori che lo producono.
Il progetto del Museo non prevede quindi soltanto un luogo fisico nel quale concentrare macchine, carte, oggetti, ma un insieme diffuso, articolato in diverse antenne, che, salvando le principali testimonianze industriali, sappia mantenere vivo e leggibile il passato industriale di Sesto, coniugando il vecchio e il nuovo, la memoria della “città delle fabbriche” con la costruzione della città del futuro.
Al limite, si potrebbe dire che il Museo è il territorio stesso nel suo insieme, o meglio è un insieme di chiavi di lettura con cui osservarlo.

Lo Spazio MIL sorge al centro del Parco archeologico ex Breda, di fianco al Carroponte e alla Locomotiva Breda 813 del 1906, con i quali costituisce un’area museale aperta al pubblico. Dal lato di viale Sarca l’ingresso al Parco – un vero museo a cielo aperto – è contrassegnato dalla monumentale Porta Breda, scultura di Michele Festa (drammatica espressione del dubbio e della precarietà che insidia ogni certezza della realtà moderna). All’estremità opposta dell’area si raggruppa un insieme significativo di testimonianze: la suggestiva Torre dei modelli, le case operaie Breda e gli edifici della Riparazione locomotive. A questi si aggiungono la ex mensa e la ex portineria, che funge da ingresso al parco. L’area è servita dal circuito delle piste ciclabili, dal trasporto pubblico di superficie, dalla Linea 1 della metropolitana (fermata Sesto Marelli) e dalla linea lilla M5 (fermata Bignami).

All’interno dello Spazio MIL è visibile un grande maglio Breda da 1500 kg. A partire da ottobre 2009 è aperto al pubblico l’Archivio-Bottega di Giovanni Sacchi, che organizza varie attività, e il ristorante Il Maglio.
Giovanni Sacchi, nato a Sesto San Giovanni, ha chiuso la bottega nel 1999, ma ha donato alla Città di Sesto parte dei  materiali e il suo laboratorio, che sono entrati a far parte del Museo.
Nella bottega di Giovanni Sacchi, un tempo in via Sirtori a Milano, venivano realizzati modelli per l’industrial design. La bottega è stata un luogo di grande importanza per il disegno industriale italiano. Attraverso i modelli di Sacchi, per lo più in legno, hanno sviluppato e messo a punto i loro prodotti molti designer e architetti come Nizzoli, Zanuso, Aulenti, Castiglioni.
Il laboratorio di modellistica è stato riallestito nella sua forma originaria, seguendo il modello realizzato dallo stesso Sacchi ed è visitabile. Si ha accesso ai modelli in legno, ai corrispondenti prodotti industriali e alle centinaia di foto, di disegni e di manifesti che compongono l’archivio.

Il progetto del Museo dell’Industria e del Lavoro nasce alla fine degli anni ’90 all’interno di una epocale trasformazione economica, sociale e culturale, con lo scopo di raccogliere, organizzare, valorizzare e tramandare la memoria della Sesto industriale e operaia e di rilanciare lo sviluppo e l’occupazione nel Nord Milano
È apparso chiaro fin dall’inizio che non si trattava soltanto di conservare la memoria di una storia passata, ma di fare leva sull’identità storica della città per accompagnarne e favorirne il rilancio produttivo e l’immagine: le politiche economiche e occupazionali trovavano nel lavoro sulla memoria e sull’identità un punto di forza decisivo, e d’altra parte questo lavoro era tanto più incisivo quanto meno si limitava al ricordo, magari nostalgico, e quanto più si faceva parte integrante e fattore di promozione delle politiche di rilancio della città.
La proposta del Museo dell’Industria e del Lavoro è dunque una chiave per rispondere, a Sesto, alla sfida del rapporto fra modernità e memoria storica, con l’obiettivo di connettere lo sviluppo economico con la qualità della vita urbana.

Link utili

I primi passi verso un museo del territorio si trova in:

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logo dello Spazio MILlogo del Museo dell'Industria e del Lavorologo dell'Archivio Giovanni Sacchi

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