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Sesto San Giovanni per l'Unesco

 

05. Area Falck Unione e Concordia - Falck Unione and Concordia Area

T3 Pagoda

 T3 Pagoda Steel Plant

La situazione in breve

E’ un edificio ex industriale, di proprietà privata. Lo stato di conservazione è discreto. Il T3 è visibile a grande distanza, ma attualmente per visitarlo è necessaria un’autorizzazione, quindi la sua accessibilità è molto ridotta. 
Il T3 con il Depuratore fumi sorge su un’area dismessa destinata a diventare un parco urbano pubblico. Questo significa che la sua fruibilità aumenterà.
L’edificio sorge vicino al Capannone bramme e all’OMEC e forma con loro un nucleo coerente.

La nuova funzione

Il T3 e il Depuratore fumi sono inclusi nel Programma integrato di intervento delle aree ex Falck e scalo ferroviario. Il PII prevede per entrambi la messa in sicurezza. Il Depuratore sarà poi ceduto al Comune, mentre il T3 rimane di proprietà privata ma con un uso di interesse generale. Nel piano Falck era previsto che il T3 ospitasse uno spazio polifunzionale per eventi, spettacoli, mostre d’arte, manifestazioni sportive, e che il Depuratore si trasformasse in una biblioteca e mediateca. Ma il T3 e il Depuratore sorgono ai margini dell’area destinata alla Città della salute: le ipotesi di riuso dovranno essere riformulate.

Il T3 è una struttura fortemente simbolica che ricorda le attività siderurgiche e il carattere industriale della città. E’ tra i più cospicui e significativi edifici dell’intero complesso ex Falck, per le sue dimensioni monumentali e per il caratteristico coronamento della copertura a forma di gigantesca ganascia, da cui deriva il soprannome Pagoda. Il capannone ospitava il forno elettrico di costruzione Tagliaferri, da cui deriva la lettera T del nome dell’edificio. Questo forno, installato nei primi anni ’70, aveva una capacità di colata di 140 tonnellate.

Il capannone risale ai primi anni ’70. L’edificio era inglobato in un continuo di costruzioni all’interno dello Stabilimento Unione e ne era il blocco centrale più significativo. Il T3 di tutti i forni di fusione della Falck era il più vicino alla città e chi abitava a Sesto non può non ricordare il rumore del forno nelle prime fasi di fusione del rottame e i bagliori che illuminavano il cielo notturno durante la carica del forno e la colata in siviera. Gli stessi colori con i quali Piero Bottoni disegnò il palazzetto comunale.

Prospetto dell’edificio

L’edificio occupa una superficie di circa 10000 m² per un’altezza di circa 30 m. E’ articolato in quattro campate, di differenti dimensioni. L’interno è costituito da un unico ambiente continuo, che originariamente conteneva un forno elettrico e una colata continua per bramme a due vie. Elementi fortemente caratterizzanti sono delle grandi chele metalliche, poste al di sopra della copertura della capriata centrale e di quella est.

La parola all’architetto

La struttura è a telaio metallico, con pilastri reticolari (su plinti di fondazione a gradoni in calcestruzzo armato) che sorreggono le capriate di copertura. All’interno si vedono le travature in acciaio a sezione composta che alloggiavano i binari di scorrimento dei carroponti e i camminamenti in quota. Le chiusure perimetrali erano originariamente in lamiera su intelaiatura metallica. La copertura in lamiera metallica è intervallata da lucernari. L’edificio conserva imponenti strutture in acciaio ancora integre, come le coperture a shed e l’intelaiatura metallica del sistema di chiusure verticali, che rappresentano gli elementi caratterizzanti dell’architettura industriale.

Il Pagoda visto dall’alto

Il T3 ha visto la sua graduale dismissione tra il 1994 e il 1996 fino alla completa chiusura.

Visitato anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 7 dicembre 2007, il complesso dello stabilimento Unione è inserito nel circuito "La città delle fabbriche - Viaggio nella Sesto San Giovanni del ’900".

In acciaieria

Il T3 sorge nell’area della vecchia Acciaieria, che era dotata di sei forni a fiamma Martin Siemens. I due maggiori, M6 e M7, avevano una capacità di 120 tonnellate per colata, peso che superava la portata dei carriponte. Per questo la colata stessa doveva essere suddivisa in due siviere.
Quando i vecchi forni Martin Siemens risultarono obsoleti, furono sostituiti da un modernissimo forno elettrico ad alta produttività, del tipo Ultra Light Power. Contemporaneamente fu installato un impianto di colata continua per bramme a due linee, a larghezza variabile, per la produzione di nastri che avveniva nel Laminatoio.
Agli inizi l’Acciaieria era dotata anche di una fossa di colata per lingotti, con peso massimo di 8 tonnellate ciascuno, destinati al treno sbozzatore Blooming (chiamato "treno Blumi"). Nel 1983 il treno Blooming cessò il suo servizio insieme alla fossa di colata. La colata continua fu attrezzata anche per la produzione di grossi blumi da trasformare in billette e tondoni al treno BITO.
L’altra Acciaieria dell’Unione, dotata di forni elettrici, fu anch’essa progressivamente aggiornata fino alla sostituzione di tutti i forni elettrici con un unico forno di costruzione Tagliaferri (chiamato T4) con una colata continua per la produzione di tondi di tipo rotativo a quattro vie, unica in Italia.
Completavano l’Acciaieria T3 impianti per l’affinazione e il degasaggio sottovuoto dell’acciaio, il parco rottami, un impianto per l’abbattimento e la depurazione fumi, che è ancora in piedi. Questo impianto era collegato con due grossi tubi al forno di fusione. L’aspirazione dei fumi durante il suo funzionamento, la carica del forno e la colata permetteva di limitare le emissioni di polveri in atmosfera.

La tutela

Il T3 e il Depuratore sono tutelati dal Piano di Governo del Territorio, Piano delle regole - Norme Tecniche di attuazione, capo IV Tutela e valorizzazione dei beni storico-documentali, art. 22 Tutela e valorizzazione dei beni storico-documentali della “Città delle fabbriche”, paragrafo 2, comma 2.7.

T3 Pagoda si trova in:

STAMPA

Localizzazione del T3 Pagoda sulla mappa dell'area Falck Unione e ConcordiaGalleria fotografica:edificio visto da fuori, sezione trasversale, vedute dall'alto dell'edificio, veduta dalla strada

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