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Sesto San Giovanni per l'Unesco

 

05. Area Falck Unione e Concordia - Falck Unione and Concordia Area

OMEC

 OMEC

La situazione in breve

E’ un edificio ex industriale, di proprietà privata. Il suo stato di conservazione è buono, anche se le superfici esterne sono piuttosto rovinate. Oggi per visitare l’edificio è necessaria un’autorizzazione. 
L’OMEC sorge su un’area dismessa destinata a diventare un parco urbano pubblico con piste ciclabili. Questo significa che la sua fruibilità, oggi molto ridotta, aumenterà.
L’edificio è vicino al T3 e al Capannone bramme e forma con loro un nucleo coerente.

La nuova funzione

L’OMEC rientra nel Programma integrato di intervento delle aree ex Falck e scalo ferroviario e si trova ai margini dell’area destinata alla Città della salute. Il PII ne prevede la messa in sicurezza e il riuso per funzioni di interesse generale. L’ipotesi presentata nel piano Falck è che l’OMEC si trasformi in un grande mercato coperto con bar, ristorante e altri esercizi pubblici. 

L’OMEC - Officine Meccaniche E Costruzioni è un esempio prezioso e singolare di capannone industriale a shed. Sia per le sue dimensioni, sia per l’eccezionale lunghezza - 280 metri - del corpo principale, l’OMEC è tra i più significativi esempi di edifici industriali a sviluppo longitudinale in Italia. Tra questi emerge l’edificio delle Corderie dell’Arsenale di Venezia, lungo 300 metri e tra i più estesi d’Europa.

La struttura in cemento armato del capannone è più antica della Falck e risale agli inizi del ’900. I prolungamenti in struttura d’acciaio sono successivi. Una foto del 1918 mostra il capannone durante la Grande Guerra: al tempo ospitava un’officina di riparazione di automezzi militari.

Durante il primo quarto del XX secolo le aree di proprietà della Falck s’ingrandirono molto. La società con una gestione aggressiva della produzione guadagnò quote di mercato sempre maggiori. In questo periodo l’OMEC diventò di proprietà della Falck e fu rinnovato. Sulla facciata d’ingresso è visibile l’insegna del padiglione che, secondo l’uso della Falck, è un acronimo di quattro lettere che indica la funzione dell’edificio. 

Rispetto al contesto italiano dell’epoca, il suo sviluppo in lunghezza era funzionale a un’organizzazione della produzione assolutamente innovativa, imperniata su macchine utensili di tipo tradizionale, e superava completamente l’organizzazione ottocentesca dell’officina, con ambienti poco luminosi e di dimensioni ridotte, dove poteva svolgersi solo una produzione disorganica e di tipo artigianale. Al contrario gli spazi interni dell’OMEC sono favoriti da una distribuzione omogenea della luce grazie a un doppio ordine di finestroni che percorre tutto l’edificio nella sua lunghezza.
Il pavimento originario era in blocchetti di legno massello per ammortizzare le vibrazioni prodotte dalle macchine utensili ancorate nel terreno.

In facciata si trova una lapide che commemora gli operai della Falck caduti nella Resistenza o deportati nei lager per la loro partecipazione alla lotta contro il nazifascismo.

Edificio OMEC: sul fronte si legge l’insegna

La parola all’architetto

La continuità dello spazio interno, di dimensioni eccezionali e scandito dalle grandi travi reticolari in calcestruzzo, è un elemento di pregio monumentale del complesso, nobilitato anche dall’estrema cura per i partiti architettonici della facciata, dalle proporzioni dei due ordini di finestre laterali, dagli elementi decorativi.  L’edificio, che si presenta in condizioni di integrità strutturale, conserva buona parte degli infissi in ferro (chiusure verticali e shed) e gli elementi decorativi in cemento originali.

Interno dell’OMEC oggi

Il complesso dello stabilimento Unione è inserito nel circuito "La città delle fabbriche - Viaggio nella Sesto San Giovanni del ’900".

La produzione all’OMEC

Anche quando la Falck era nel pieno della sua attività produttiva e i suoi prodotti siderurgici si imponevano per la loro alta qualità, il reparto che più stupiva l’osservatore esterno in visita agli stabilimenti era la grande Officina Meccanica dello stabilimento Unione. Nessuna industria siderurgica ne possedeva una paragonabile: una maestranza di circa 300 persone altamente qualificate, macchine utensili moderne in grado di lavorare pezzi fino a 80 tonnellate di peso, produzioni di macchinari complessi. Tutto questo ha consentito alla Falck di avere impianti produttivi di ottima qualità e di poter contare su una struttura sempre disponibile per ogni tipo di grossa manutenzione, affiancata in questo dall’Officina elettrica ORME. 
Tra le produzioni sviluppate all’interno dell’OMEC rientrano molti dei macchinari installati negli stabilimenti Falck e macchinari destinati a importanti clienti esterni (Pirelli, Innocenti, Breda ecc.). Nel campo navale sono state lavorate molte eliche, soprattutto durante l’ultima guerra, fuse in acciaio nella vicina Fonderia. Per il transatlantico Leonardo da Vinci fu fabbricato il dritto di poppa, grossa fusione in acciaio, come quelle fornite in molti esemplari a tutti i cantieri navali italiani. Si ricordano, per esempio, le grosse fusioni per le corazzate Roma e Vittorio Veneto.

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La Falck e l’OMEC
La Corazzata Roma
La produzione navale Falck

La tutela

L’OMEC è tutelato dal Piano di Governo del Territorio, Piano delle regole - Norme Tecniche di attuazione, capo IV Tutela e valorizzazione dei beni storico-documentali, art. 22 Tutela e valorizzazione dei beni storico-documentali della “Città delle fabbriche”, paragrafo 2, comma 2.7.

OMEC si trova in:

STAMPA

Localizzazione dell'OMEC sulla mappa dell'area Falck unione e ConcordiaGalleria Fotografica: veduta dall'alto dell'OMEC, disegno fronte, edificio visto di fronte, disegno dell'edificio visto da un lato, veduta laterale, interni

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