05. Area Falck Unione e Concordia
Mage
Il MAGE, Originario Bulloneria, poi Magazzini Generali Falck dagli anni ’60, è sicuramente uno dei più interessanti edifici di proprietà del Comune. E’ inserito a pieno titolo, per le sue proprietà evocatrici, nel Museo dell’Industria e del Lavoro, di cui costituisce un polo significativo.
Costruito negli anni ’30, era originariamente destinato a "reparto bulloneria", dove circa trecento donne (quasi unica presenza di manodopera femminile negli stabilimenti Falck) manovravano macchine utensili semiautomatiche in batteria (come per i telai in tessitura) che producevano minuterie metalliche filettate.
Negli anni ’50 l’organizzazione del lavoro venne modificata: si introdusse la divisione fra lavorazioni a caldo e a freddo e furono utilizzate macchine automatiche a ciclo continuo, con una forza lavoro di circa duecento persone.
Successivamente l’edificio fu destinato a Magazzino Generale. Ognuno degli stabilimenti delle Acciaierie e Ferriere Falck aveva un proprio magazzino e quello dello stabilimento Concordia aveva sede poco lontano: il Magazzino Generale, invece, era quello cui facevano riferimento tutti gli altri, nel caso in cui un pezzo non fosse a disposizione nel loro inventario. Il MAGE costituisce quindi il simbolo di un’organizzazione in grado di impedire che la produzione fosse interrotta da inconvenienti di qualsiasi tipo, abbinata a una politica di costante manutenzione degli impianti; inoltre, l’edificio rappresenta un esempio significativo e molto ben conservato di costruzione utilitaria con struttura a traliccio in cemento armato, accuratamente realizzata.

Tra il 1999 e il 2001 il MAGE è stato sede di alcuni eventi organizzati dall’amministrazione comunale, e nel 2002 della mostra “Fabbrica della Memoria: tre città simbolo del patrimonio industriale europeo raccontate per immagini”, che ha avuto luogo dal 5 aprile al 19 maggio 2002 nell’ambito di un progetto Cultura 2000.
Nel giugno 2007 è stato riaperto per ospitare una rassegna di spettacoli dal vivo promossa dal Comune e curata dal Teatro Filodrammatici. Il piano rialzato sarà attrezzato per ospitare attività culturali ed esposizioni temporanee del Museo dell’Industria e del Lavoro; in quello inferiore è previsto l’inserimento di una scuola professionale per cuochi della Provincia di Milano. L’area della corte attigua ospiterà inoltre eventi e spettacoli all’aperto. L’intervento avviene nell’ambito dell’Accordo di Programma tra Comune, Provincia e Regione per la realizzazione del "Parco Archeologico Industriale" nelle aree ex Breda, sulla base di un contributo FRISL (Fondo di Ricostituzione Infrastrutture Sociali in Lombardia).

L’edificio ha un impianto a blocco e si sviluppa su due livelli, uno seminterrato e il principale rialzato, cui si accede attraverso un sistema di rampe e scale esterne. I due livelli hanno lo spazio interno scandito dal reticolo strutturale di pilastri e travi ribassate, di 6 moduli per 12, con una maglia di interasse 5 m; i servizi sono raggruppati in testata. Al piano rialzato un ampio ambiente continuo si caratterizza per la luminosità degli spazi, particolare pregio dell’edificio dovuto alla presenza dei lucernari sul tetto e delle grandi aperture su tre lati. Al piano inferiore lo spazio interno è illuminato dalle aperture poste sul filo superiore delle chiusure perimetrali. I prospetti, rivestiti a intonaco, sono scanditi dal reticolo strutturale, al cui interno sono inserite ampie aperture binate, con serramenti metallici verdi, e specchiature dipinte negli sfondati superiori e inferiori; nella parte inferiore, invece, sono collocate le finestre del piano seminterrato. Nel fronte corrispondente al blocco servizi, il gioco dei colori riprende in parte il motivo delle aperture tamponate.
Copertura in elementi metallici, a shed nella porzione centrale.
Gli scioperi durante la seconda guerra mondiale
Qui si svolse, alle ore 10 del 23 marzo del 1943, uno dei primi scioperi spontanei del reparto femminile dell’area Falck. Di qui partirono gli scioperi del marzo ’43, il cui inizio era stato previsto dall’organizzazione clandestina del PCI per il giorno successivo. Si trattava di scioperi semiorganizzati che si estesero alle aziende sestesi e milanesi. Seguirono gli arresti di 50 operai di Falck, Caproni, Isotta Fraschini, Ercole Marelli, Magnaghi Broggi Agli inizi di marzo vi era stato lo sciopero a Torino. Questi scioperi furono una delle concause della caduta del fascismo il 25 luglio 1943.
Più ampi e partecipati scioperi, con epicentro alla Breda e alla Falck Unione, si svolsero tra le giornate dell'1e 8 marzo del 1944 e portarono alla deportazione di circa 200 operai sestesi. Il 12 marzo continuarono le retate notturne: decine e decine furono i lavoratori prelevati dalle proprie case, spediti nelle varie questure e carceri locali, poi a San Vittore, in seguito al carcere di Bergamo e infine caricati su un carro bestiame e deportati in Germania; quasi sempre senza un interrogatorio e senza un’accusa, se non quella di avere partecipato agli scioperi organizzati in fabbrica.
Mage si trova in:
- Sportelli - Sesto San Giovanni per l'UNESCO - 05. Area Falck Unione e Concordia







