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Sesto San Giovanni per l'Unesco

 

12. Sul filo della memoria - Down Memory Lane

Antonio Rossini - Navi a Sesto!

"Lavoravano giorno e notte senza niente sopra. Quando pioveva si mettevano il cappotto, come i marinai quando c’è il mare in burrasca. Roba da matti. E l’unico riscaldamento era la brasera."
Citazione dal film "Sesto. Le radici". Giuseppe Granelli parla a Giorgio Soave del lavoro degli addetti ai parchi rottame alla Falck.

La produzione Falck per i cantieri navali

Il signor Antonio Rossini, ex dipendendte Falck, ci ha inviato queste immagini. Sono foto storiche. Alcune mostrano getti forniti alla Marina militare negli anni ’30 - fra i pochi documentati.

Fra le produzioni forse meno note, ma prestigiose, uscite dagli stabilimenti Falck di Sesto, ci sono grosse fusioni di acciaio per vari impieghi. Tra queste, particolarmente vistose sono le fusioni destinate ai cantieri navali.

La Fonderia dello stabilimento Unione era tra le maggiori in campo nazionale. Si producevano getti anche oltre le 100 tonnellate.

Queste fusioni erano poi lavorate, sempre all’interno dello stabilimento Unione, nell’Officina Meccanica Costruzioni OMEC, il cui capannone principale con la sua bella architettura si erge ancora nella desolazione dell’area. 

alberi a gomito per produzione navale

Anni ’40, reparto Forge. Alberi a gomito fucinati, destinati a grandi motori marini. Prodotti al reparto Forge e lavorati nell’officina OMEC, i pezzi sono adesso in fase di collaudo.

Molti cittadini sestesi sicuramente ricordano il lavoro in fonderia. Per altri, soprattutto per le giovani generazioni, invece si tratta di processi di lavoro ignoti. Ce li spiega il signor Rossini, riassumendo così le fasi di fabbricazione di un getto:

1. costruzione del modello e approntamento delle casse d’anima 
2. preparazione della forma per colata
3. fusione del metallo e versamento nella forma
4. sterratura del getto a fine raffreddamento
5. rimozione delle bave di fusione con martello pneumatico e mola abrasiva
6. trattamento termico 

L’Acciaieria produce lingotti. La Fonderia pezzi a disegno. Ma i getti maggiori della produzione navale, proprio per le loro dimensioni, dovevano essere fusi in Acciaieria, dove il personale della Fonderia andava a preparare le fosse di colata.

Si stampava il modello in legno nella terra refrattaria, e nella forma ottenuta si inserivano delle anime in refrattario destinate a formare i vuoti del getto.
La terra di formatura veniva poi consolidata con chiodi e armature vere e proprie per evitare franamenti durante la colata.
Una volta raffreddato ed estratto il getto dalla fossa, le anime in refrattario interne al getto venivano frantumate ed rimosse dal getto.

Falck Unione, fine anni ’30 - Telaio del timone della Corazzata Roma nel forno di trattamento termico

Un getto estratto dalla fossa di colata è sempre soggetto a tensioni interne e per questo è sottoposto a riscaldo (con temperature che possono andare da 600° a 850°), con successivo lento raffreddamento.
In questo modo il getto si "distende", cioè scarica le tensioni, e così, dopo la lavorazione meccanica, bloccato sul piano di lavoro da robuste staffe, non subisce ulteriori deformazioni.


Falck Unione, fine anni ’30 - Telaio del timone della Corazzata Roma nel forno di trattamento termico.
Falck Unione, anni ’30 - Ancore in spedizione
Falck Unione, anni ’30 - Ancore in spedizione.

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