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Equal - Agenzia di Cittadinanza

Agenzia di Cittadinanza - fondamenti e origini del progetto

Per apprezzare e cogliere la peculiarità di questo progetto dobbiamo approfondire le parole e cercare di cogliere l’innovativo significato che suggeriscono.
Quindi:

  • cosa vuol dire Agenzia di Cittadinanza?
  • cosa si intende per welfare di responsabilità?
  • quale ruolo ha il cittadino sestese in questo progetto?
  • da cosa è scaturito il progetto?

Possiamo cominciare dalle origini.

Diritti fondamentali per realizzare la cittadinanza

Don Virginio Colmegna – direttore della Caritas Ambrosiana – nel ’99 lanciò l’idea di promuovere i diritti di cittadinanza, quei diritti elementari che dovrebbero essere garantiti a tutti e che spesso rappresentano lotta quotidiana per molti, tali diritti sono stati in sintesi rappresentati da quattro elementi considerati fondamentali: casa, lavoro, salute, socialità.
L’idea si è trasformata in ricerca di fondi per realizzarla e l’ipotesi progettuale si è concretizzata in Agenzia di Cittadinanza, un progetto finanziato dall’iniziativa comunitaria Equal, che è partito nel 2001 e che si è rinnovato nel 2005 (fino a dicembre 2007).
Cittadinanza vuol dire, letteralmente, l’appartenenza di un cittadino a uno Stato, quindi si intende un diritto di nascita, acquisito a priori e legato al territorio di origine. Questo progetto fa un passo oltre, va al di là della terminologia e si pone come obiettivo di creare i presupposti affinché coloro che non si sentono o non sono appartenenti allo Stato, vengano inclusi e non tenuti al limite del territorio e della società. Tale processo di inclusione ha proprio lo scopo di sviluppare il senso – reale – di appartenenza e la presa di coscienza non solo dei propri diritti, ma dei diritti collettivi e doveri individuali. Il legame con la comunità – territorio, abitanti, risorse, regole – diventa appartenenza, partecipazione e legalità.
Obiettivo del progetto è consentire la partecipazione di tutti al processo di crescita della società e del territorio in cui si vive. Per raggiungere tale obiettivo vanno garantiti a tutti, con particolare attenzione alle fasce deboli, i fondamentali diritti di cittadinanza. In concreto il progetto promuove:

  • agenzie per la casa
  • occasioni di integrazione socio-lavorativa
  • residenze protette per cittadini con sofferenza psichiatrica
  • agevolazioni per l’acquisto di beni primari di consumo
  • servizi per la qualificazione e l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e di cura
  • servizi territoriali tesi a garantire la presa in carico in forma unitaria della persona.

Welfare di responsabilità: in parole povere ….

Welfare state è un termine del linguaggio politico-economico con il quale viene definito il sistema sociale che garantisce a tutti i cittadini un livello minimo di reddito e di assistenza da parte dello Stato.
Un modello di welfare consiste nell’insieme di strutture e regole attraverso le quali lo Stato o altri soggetti intendono assicurare un determinato ed eguale (ossia non inferiore a standard di vita giudicati minimali) livello di benessere ai propri cittadini (Paola Milanese, Non-profit marketing e valore sociale).
Secondo Ferrera, il welfare state “rappresenta una forma istituzionalizzata di solidarietà”.
Il welfare state, tipico del secondo dopoguerra, è stato superato dal concetto di total welfare, che indica la somma delle azioni di finalità sociale provenienti sia dall’attore pubblico, sia dai soggetti privati.
A tutt’oggi si distinguono quattro categorie principali di attori di welfare:

  • lo Stato
  • il mercato
  • la famiglia
  • il terzo settore

I diversi modelli di total welfare discendono dalla diversa configurazione del welfare mix, che sintetizza le proporzioni e i meccanismi con cui i diversi attori di welfare si dividono l’offerta dei prodotti ad essa relativa.
Il progetto Agenzia di Cittadinanza promuove un modello di welfare basato sulla partnership fra soggetti pubblici e privati e sullo sviluppo di relazioni operative tra i settori profit e non profit, in un’ottica di condivisione delle responsabilità. Il progetto rafforza i legami esistenti nelle reti territoriali fornendo luoghi e opportunità di confronto e lavoro comune tra enti locali, terzo settore, imprese sociali e i diversi attori del territorio.

Ma allora i cittadini dove sono?

Sono il filo rosso di tutto il progetto, il motivo della sua mission. Un’azione verso i cittadini, seppure pensati come beneficiari indiretti. Non sono protagonisti, beneficiano delle azioni del progetto o ne vengono coinvolti direttamente.
Nella visione del progetto “Agenzia di cittadinanza” i cittadini, quelli che abbiamo incontrato sul territorio, non sono semplicemente utenti delle amministrazioni pubbliche e destinatari di interventi, ma persone che contribuiscono a costruire significati e benessere sociale, capaci di relazioni e solidarietà.
Si vuole fare uscire il tema della cittadinanza da una visione puramente burocratica e giuridica per riportarlo al valore dell’appartenenza, al tema della socialità e delle relazioni tra le persone, della costituzione dei diritti fondamentali delle persone che abitano il territorio.
Nel dibattito sui servizi alla persona, l’esperienza di Agenzia di cittadinanza fa riferimento al concetto di cittadino-cliente anziché cittadino-utente dei servizi, mutuandolo dall’esperienza inglese, riaffermando in questo modo il diritto del cittadino-cliente a ricevere risposte adeguate ai propri bisogni che siano risposte di qualità.
Essere cliente, tuttavia, non significa avere una interlocuzione passiva, ma essere una persona che sa partecipare alla costruzione della carta dei servizi e della qualità degli stessi. Il cittadino non è quindi visto come un soggetto che a seconda delle sue capacità economiche può conquistare beni e servizi, ma è un soggetto titolare dei diritti fondamentali, costituzionalmente protetti e garantiti.
(Don Virginio Colmegna, tratto dagli atti del convegno “Verso un nuovo welfare: idee e strategie”, 3 maggio 2005).

Agenzia di Cittadinanza - fondamenti e origini del progetto si trova in:

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Progetti sociali
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Sesto San Giovanni (Mi)
fax:02/24885245
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