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Formazione

Qualificare il lavoro di cura - Sportello di assistenza familiare: percorso e prospettive

Nato dalla volontà politica e sociale di sostenere le famiglie, i servizi e i lavoratori addetti alla cura, lo sportello ha aperto i battenti il 15 febbraio 2006 e ha cominciato a lavorare sul territorio e con la gente.
Non è uno sportello come gli altri, non ha modelli di riferimento consolidati o strumenti certi, è tutto da costruire e da inventare con il sostegno del progetto Equal, dei partner di progetto e dei portatori d’interesse, cioè i cittadini.

Abbiamo fatto centro!

Le risorse e l’impegno investiti hanno portato a risultati notevoli e alla presa di coscienza, da parte degli organizzatori, che famiglie e badanti hanno effettivamente bisogno di un luogo specifico dedicato al lavoro di cura domiciliare e soprattutto di uno spazio di ascolto, di emersione e visibilità.
L’affluenza delle assistenti familiari è stata elevata e costante, mentre il contatto delle famiglie è stato più timido e limitato, anche perché i servizi tradizionali e radicati sul territorio - come il servizio anziani (segretariato sociale, servizio di assistenza domiciliare, pasti caldi, buoni sociali ecc.), la casa di riposo Pelucca e la presenza del terzo settore e della cooperazione (Coop Caf, Auser ecc.) - sono sempre stati il punto di riferimento della cura e il “nuovo arrivato”, lo sportello, entra in un ambito che fino ad ora è stato appannaggio e onere esclusivo della famiglia: il lavoro privato di cura.

Per la famiglia: la cura, non più solo un fatto privato

Spesso questa autonomia di gestione ha rappresentato, per la famiglia e per l’anziano, solitudine e difficoltà nel gestire la selezione, la stipula del contratto, il rapporto lavorativo e le relazioni tra le parti, tutte quelle incombenze/decisioni inerenti all’organizzare un servizio di cura. Nessun luogo dedicato, di tutela, di ascolto e di consulenza che potesse supportare, almeno in parte, questo carico, ma inventarsi soluzioni in base all’urgenza, all’improvvisazione, il rivolgersi ai “giardini” per trovare personale, abbozzare un piano di cura per l’anziano e trovarsi a mediare/negoziare con gli stranieri, con le loro storie di vita e con le loro richieste.
Ecco che lo sportello si pone quale soggetto facilitante, con la sua opera di consulenza e orientamento al fine di qualificare il lavoro di cura e di realizzare un sostegno ai familiari e agli anziani, nonché rappresentare un osservatorio privilegiato per la raccolta e la valorizzazione delle problematiche all’interno dei servizi comunali e a promozione delle politiche sociali.

Per le badanti: un luogo di appartenenza e di professionalizzazione

Le badanti hanno vissuto lo sportello come un luogo di riconoscimento della propria identità lavorativa e della legalità, uno spazio circoscritto, dedicato e professionale strettamente legato a ciò che loro fanno, a ciò che loro sono e a ciò che loro cercano. Questo non ha modificato la definizione di sé: si presentano come “badanti”, si definiscono “badanti” e cercano un lavoro da “badanti”, non hanno adottato - nemmeno le famiglie - il nome di assistenti familiari. Il loro primo passo nella qualifica nel proprio lavoro è stato quello di rivolgersi a un ente pubblico, di cercare informazioni e orientamento lavorativo/formativo in questo campo, di affrontare colloqui di selezione e di bilancio, di cercare un supporto e una consulenza qualificata sul territorio, di voler essere in un elenco di personale accreditato.

La formazione e il bilancio di competenze: una grande occasione di qualificazione

Il progetto Equal ha previsto, oltre alla sperimentazione dello sportello, una sperimentazione di un percorso formativo che è stato realizzato con successo tra aprile e settembre 2006. Il corso era destinato a 20 frequentanti ed è stato portato a termine da 19 partecipanti, le quali hanno ricevuto, oltre all’attestato di frequenza, il libretto formativo del cittadino che certifica la partecipazione e i crediti formativi utili all’iscrizione ad altri corsi – per es. A.S.A. e O.S.S.

Irecoop Lombardia (ente di formazione specializzato nel lavoro di cura), in collaborazione con Comune di S.S. Giovanni, Caf Acli (cooperativa sestese specializzata nella cura degli anziani) e Coop Piccoli Passi (cooperativa di servizi destinati all’infanzia), ha presentato un progetto per il Bando FSE – Donne e politiche Femminili e ha ottenuto un finanziamento per realizzare:

  • 2 percorsi formativi per assistenti familiari
  • 100 bilanci di competenze nel lavoro di cura

Questo opportunità viene realizzata attraverso le attività dello sportello e a beneficio della cittadinanza.

Al di là dell’incontro tra chi cerca lavoro e chi offre lavoro di cura

Lo sportello non è un’agenzia interinale, né un intermediatore. Allora lo sportello cos’è? Di cosa si occupa? Come realizza il sostegno a famiglie e badanti nel lavoro privato di cura?
Le operatrici offrono uno spazio per far emergere i propri bisogni e trovare risposte mirate alla promozione e al sostegno della domiciliarità, in collaborazione con il servizio anziani e con la rete.
Orientamento e consulenza sono quindi le parole chiave con le quali si perseguono gli obiettivi dello sportello: 

  • informare e orientare le famiglie circa gli interventi, sia pubblici che privati, atti a mantenere l’anziano al proprio domicilio
  • dare consulenza sulla cura dell’anziano a domicilio nel contesto del lavoro dell’assistente familiare
  • attivare e valorizzare la rete territoriale dei servizi interni e dei servizi offerti dal privato sociale e dal volontariato
  • informare e orientare rispetto alle iniziative di formazione e socio-culturali nel campo della cura
  • offrire orientamento al lavoro per le assistenti familiari, in collaborazione con il Centro per l’impiego
  • offrire orientamento al lavoro di cura attraverso colloqui di bilancio di competenze
  • sostenere gli anziani e le famiglie nella ricerca di un’assistente familiare (elenco assistenti familiari, colloqui di selezione, colloqui di accompagnamento ecc.)

Lo sportello offre:

  • accoglienza
  • servizio informativo sul lavoro di cura
  • orientamento e accompagnamento ai servizi
  • orientamento professionale rispetto al lavoro di cura
  • orientamento alla formazione
  • colloqui esplorativi e di selezione per assistenti familiari
  • colloqui esplorativi e di accompagnamento per le famiglie
  • colloqui di bilancio di competenze per assitenti familiari
  • incontri di accompagnamento per assistenti familiari e famiglie che desiderano avviare una collaborazione lavorativa nel campo della cura
  • elenco asssitenti familiari accredidate

Ha inoltre il compito socio-culturale e politico di:

  • far emergere il lavoro nero
  • promuovere l’integrazione sociale
  • sostenere le famiglie degli anziani e delle assistenti familiari
  • promuovere la dignità e la qualificazione del lavoro di cura
  • sostenere le persone anziane in difficoltà e la domiciliarità
  • restituire a coloro che progettano e programmano le politiche sociali, la voce del territorio e i nodi critici quali potenzialità e spazi reali di lavoro a favore della cittadinanza

Si rinnova di un anno l’esperienza: lo sportello continua

Il bilancio di attività e di sperimentazione hanno portato i partner del progetto Equal e l’Amministrazione pubblica a investire in un altro anno di attività attraverso un sostegno economico che conferma le aperture e l’attività dello sportello.
La progettazione è in fermento, lo sportello cresce e si evolve, cercando di avvicinarsi il più possibile alla cittadinanza e a realizzare una reale qualifica del lavoro di cura.

Contattateci

L’attività di consulenza dello Sportello assistenza familiare è dedicata alle assistenti familiari il martedì dalle 10.00 alle 13.00, e il venerdì alle famiglie dalle 10.00 alle 13.00.
La sede è in Via B. Croce 28, piano terra.
Si possono richiedere informazioni, telefonando nei giorni di apertura, allo 0224410383 (con servizio di segreteria telefonica), oppure scrivendo a sportello.assistentifamiliari@sestosg.net

Che cosa ne pensate dell’iniziativa dello sportello di assistenza familiare? Avete avuto contatto diretto con lo sportello?
Siamo interessati a osservazioni, proposte o domande. Se volete contattarci potete rivolgervi a Maria Grazia Bonazzi, Responsabile Ufficio Progetti, via B. Croce 12, 20099 S. S. Giovanni (Mi), progetti.europei@sestosg.net

Per essere aggiornati sul lavoro di cura

Per ulteriori aggiornamenti circa il progetto Qualificare il lavoro di cura e per informazioni circa il lavoro di cura privato, è possibile iscriversi e ricevere la newsletter. Visita il sito di Qualificare

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