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Il parco Falck raccontato da Michel Corajoud

Il sistema del verde che interessa il territorio di Sesto è un insieme molto complesso: a metà degli anni ’70 è stato istituito il parco Nord, di recente si è aggiunto il parco della Media Valle del Lambro. Il progetto del parco Falck è una nuova tessera che va a comporre questo mosaico e si integra nella strategia di riqualificazione del territorio.

"La vera sfida che ci troviamo di fronte è quella di riuscire a far vivere tutti i giorni e a ogni ora del giorno questo nuovo polmone verde, consentendo anche una sua sostenibilità dal punto di vista economico e un suo stretto collegamento con i parchi che già esistono grazie a un sistema di percorsi ciclopedonali protetti.
Il nuovo  parco dovrà contenere al suo interno alcune funzioni “nobili” che siano in grado di attrarre visitatori e dare vita a questo polmone verde cittadino e, in questo senso, la presenza e la salvaguardia delle strutture industriali dismesse e recuperate (gli altoforni T3 e T5, ad esempio), oltre a fornire un colpo d’occhio affascinante ed evocativo, potrà consentire di organizzare eventi, mostre, rassegne e molto altro ancora." 
Il sindaco Giorgio Oldrini

A curare personalmente la progettazione di questi 60 ettari di terreno, Renzo Piano ha chiamato Michel Corajoud, Grand maître della Scuola nazionale superiore di paesaggio di Versailles, docente all’Istituto d’architettura dell’Università di Ginevra, più volte premiato per i suoi progetti urbanistici.

Il 18 marzo 2008, all’interno dell’iniziativa “Il parco Falck e il sistema del verde”, il celebre paesaggista francese ha esposto le sue idee per far rifiorire le aree dismesse.
Di seguito potete leggere una sintesi dell’intervento di Corajoud corredata da alcune sue citazioni significative, tradotte in italiano. Per la registrazione dell’evento, vai allaicona telecamera pagina dei videoincontri.

L’urbanista ha subito messo in evidenza che "l’intervento dei cittadini non solo è benvenuto, ma è anche necessario perché queste idee possano crescere e migliorare per poter costruire qualcosa che rimanga nella memoria di tutti i sestesi e che possa piacere a tutti oltre a essere funzionale".


Immagine e scritta tratti dal manifesto dell’incontro pubblico "Il Parco Falck e il sistema del verde"

Il sopravvento alla natura

"La natura ha contribuito notevolmente a ridare dignità e bellezza a questo spazio desolato e abbandonato. Io cercherò di suscitare nella gente lo stesso stupore che ho provato io la prima volta che sono entrato nelle aree Falck. Il mio lavoro non è quello di adattare la natura ai miei disegni, ma di modellare le mie idee seguendo i percorsi e gli spazi che il verde si è costruito attraverso i mattoni e i  muri di cemento. Per esempio le piante sono molto presenti lungo la linea ferroviaria che attraversava in diagonale il complesso industriale, una sorta di linea immaginaria che segna il passaggio dal  paesaggio urbano a quello naturale".
Nei suoi lunghi giri di perlustrazione dell’area destinata a parco, Corajoud ha raccontato di aver trovato con sua grande sorpresa degli alberi di tiglio e di acacia cresciuti spontaneamente. Questi alberi hanno bisogno di essere curati, ma la loro presenza testimonia la vitalità della natura.
“E’ incredibile come la natura, in questi 10 anni abbia ripreso il completo sopravvento del territorio. Alcuni alberi sono molto belli, l’unico problema è rappresentato dalla scarsa qualità del suolo che sarà bonificato”.

Sollevare la terra come un foglio di carta

L’architetto ha evidenziato come all’orizzonte appaiono paesaggi bellissimi grazie alle catene del Monte Rosa e del Resegone. Per  rimarcare questo colpo d’occhio, Corajoud ha deciso di sollevare i lembi laterali del parco con riporti di terra di 6 o 7 metri guidando lo sguardo verso le cime. Questo intervento attutirà il rumore proveniente dalla tangenziale da una parte e dalla ferrovia dall’altra.
Vi sarà poi “una passerella, non un ponte, perché c’è un passaggio in continuità che nasconde alla vista la tangenziale che scorre sotto" per collegare il parco Falck con quello della Media Valle del Lambro, abbastanza larga per favorire il passaggio di pedoni e biciclette.

Evocare il contesto storico-geografico: i canali navigabili e la vegetazione

E’ prevista una serie di canali artificiali, alcuni navigabili per scopi turistici: “sono pensati per non essere pericolosi. L’idea è di poter passeggiare accanto e l’effetto sarà quello di dare più luce e di amplificare gli spazi".
L’acqua seguirà un percorso chiuso e sarà poi pulita e riciclata. Questi corsi d’acqua saranno importanti perché attraverso lo sfruttamento dell’acqua di falda sarà possibile produrre energia a basso costo e a impatto ambientale pressoché nullo. Ma i canali hanno anche un valore concettuale e simbolico: ricordano da vicino e in qualche modo riproducono il paesaggio della pianura Padana nella quale Sesto è immersa.
Il parco Falck rispecchierà i canoni di costruzione dei parchi moderni, gli stessi che hanno ispirato la costruzione del parco Nord. Nelle aree più densamente popolate, e cioè nelle zone più centrali, gli alberi saranno ordinati e seguiranno una forma a filare, “per ricordare il passato agricolo che ha vissuto Sesto San Giovanni”, mentre nelle zone più periferiche ci saranno delle vere e proprie macchie di alberi, una specie di “bosco in città" dove la vegetazione è più di tipo forestale.

Il parco accessibile a tutti

“Non ci sarà separazione tra pedoni e macchine, perché abbiamo visto da altre esperienze che questa soluzione non funziona. Inoltre non ci sarà un parco residenziale, di pertinenza degli abitanti delle “case alte”, ma il suolo sarà di tutti coloro che vorranno utilizzarlo.”
Nelle zone più vicine alle abitazioni esistenti e future ci sarà un verde attrezzato e in grado di intercettare un utilizzo di tipo quotidiano (come avviene oggi per un normale parco cittadino).
Grazie all’illuminazione, il parco Falck vivrà sia di giorno che di notte.

Immagine e scritta tratte del manifesto dell’incontro pubblico "Il Parco Falck e il sistema del verde"

STAMPA

 

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