|
|
"[...] questo è l’Omec, questi edifici restano, ci sono, sono come le grandi cattedrali di acciaio e di cristallo, non sono di cristallo adesso ma lo diventeranno, che resteranno nel Parco, come elementi di memoria, come elementi di dignità, ma anche come elementi fondamentali del Parco, cioè lo rendono abitabile, lo rendono godibile." |
|
citazione dalla |
|

L’edificio risale al primo quarto del XX secolo. L’intero complesso dello stabilimento Unione, di cui l’OMEC fa parte, è inserito nel circuito "La città delle fabbriche.Viaggio nella Sesto San Giovanni del ’900".
|
L’edificio è un esempio prezioso e singolare di capannone industriale a shed, sia per le sue dimensioni, sia per l’estrema chiarezza tipologica del corpo principale. Le coperture a shed sono provviste di struttura in parte in calcestruzzo in parte in acciaio, il manto è in tegole marsigliesi, in lamiera metallica, in fibrocemento.
|
![]() |
| Il fronte con l’accesso principale all’edificio, nobilitato da un’estrema cura per i partiti architettonici della facciata, presenta l’insegna del padiglione che, secondo l’uso della Falck, è un acronimo di quattro lettere che indicano la funzione dell’edificio: OMEC - Officine Meccaniche E Costruzioni. Sulla facciata è apposta una lapide che commemora gli operai dell ’OMEC caduti nella Resistenza o deportati nei lager per la loro partecipazione alla lotta contro il nazi-fascismo. | ![]() |
La continuità dello spazio interno, in cui predomina l’eccezionale dimensione longitudinale, scandita dalle grandi travi reticolari in calcestruzzo, costituisce uno specifico elemento di pregio monumentale del complesso, per le proporzioni dei due ordini di finestrature laterali e gli elementi decorativi.
L’ambiente interno mantiene ancora tracce dell’organizzazione delle attività: ad esempio, nella porzione più antica, sono visibili i supporti triangolari in calcestruzzo per il sostegno dell’albero motore, che correva lungo tutto l’edificio, distribuendo tramite cinghie la forza motrice a tutti i macchinari presenti.
I caratteri architettonici e funzionali dell’OMEC (shed, dimensioni, trasmissione razionale del movimento alle macchine) erano innovativi rispetto al contesto produttivo italiano dell’epoca di realizzazione: consentivano una moderna organizzazione della produzione, imperniata su macchine utensili semiautomatiche e automatiche, che superava completamente l’organizzazione ottocentesca dell’officina, con ambienti poco luminosi e di dimensioni ridotte, dove poteva svolgersi solo una produzione disorganica e di tipo artigianale. Tra i più peculiari prodotti dell’attività sviluppata all’interno di questo complesso va citata l’elica del transatlantico Leonardo da Vinci.
I corpi adiacenti erano in comunicazione e costituivano un ambiente per buona parte continuo; il primo, allineato sul fronte d’ingresso, più basso e lungo circa un terzo del principale, conteneva gli uffici e alcuni ambienti produttivi; un’ulteriore espansione si aveva in posizione centrale.
La pavimentazione è in cemento.









