|
|
"Queste immagini sono straordinarie, questa è un’immagine della Pagoda, all’interno della Pagoda, che è un edificio che resta come straordinaria memoria. Ma invece che umiliare questi edifici, mettendoci dentro di tutto, vogliamo tenerli aperti, vogliamo tenerli liberi, chiuderli parzialmente ma con del vetro, in poche parole renderli degli straordinari… se fossimo in Inghilterra potremmo dire che sono dei palazzi di cristallo, crystal palace. E’ in questa idea che queste grandi strutture vivono, continuano a vivere in questi spazi trasparenti, perché usiamo del vetro, e in rapporto con la natura, perché il parco ci entra dentro. [...] |
|
citazione dalla |
|
L’edificio risale a metà del ’900. Era inglobato in un continuo di costruzioni all’interno dello Stabilimento Unione e ne costituiva il blocco centrale maggiormente significativo. Il complesso dello stabilimento Unione è inserito nel circuito "La città delle fabbriche. Viaggio nella Sesto San Giovanni del ’900".
|
|
Il Pagoda è un emblema dell’area industriale di Sesto San Giovanni: originariamente conteneva una batteria di forno elettrico a colata continua a due vie. La colata continua emanava vapori e bagliori rossastri, che illuminavano tutta la città (il municipio di Bottoni, con il suo rivestimento esterno, ricorda l’acceso cromatismo di un lingotto infuocato). L’edificio del T3 è articolato in quattro campate di differenti dimensioni e occupa oggi una superficie di circa 10.000 metri quadri per un’altezza di circa 30 m. Elementi fortemente caratterizzanti sono delle grandi chele metalliche, poste al di sopra della copertura della capriata centrale e di quella est. Per le sue monumentali dimensioni e per il caratteristico coronamento della copertura in forma di gigantesca ganascia visibile anche a grande distanza. L’interno è costituito da un unico ambiente continuo. Sono presenti travature in acciaio che costituiscono le strutture orizzontali per l’alloggiamento dei binari di scorrimento dei carri ponte e dei camminamenti in quota. |
|









