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"Questo che vedete qui è il treno laminatoio [...] ed è qui che vorremmo cominciare a utilizzare questi spazi sia per le fondazioni e sia anche per le attività artistiche, è qui che vorremmo portare, se non un museo ma comunque delle esposizioni di arte contemporanea. Io propongo di chiamarlo la Fabbrica di Sesto, non mi piace chiamarlo museo, mi piace di più chiamarlo la Fabbrica ti Sesto, l’idea che qui si facciano delle mostre d’arte è straordinario. |
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citazione dalla |
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L’edificio fu costruito dopo la metà del ’900. In origine conteneva una batteria di forno elettrico a colata continua a una linea. La cabina elettrica era collocata all’esterno, per motivi di sicurezza.
Il complesso è inserito nel circuito "La città delle fabbriche. Viaggio nella Sesto San Giovanni del ’900".
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Elemento architettonico di rilievo è il fronte a sud-ovest, che svetta al di sopra dei fabbricati adiacenti ed è visibile anche da lontano, richiamando le forme architettoniche di una facciata di cattedrale. |
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Il T5 è composto da cinque campate di dimensioni differenti. La copertura a capriate in acciaio poggia su travi a sezione composta pure in acciaio. Il rivestimento è un manto in lamiera metallica sagomata, vetro e inserti in polimeri trasparenti. Le dimensioni eccezionali degli spazi interni e la loro unitarietà, la partizione in navate longitudinali, l’imponenza delle strutture metalliche, la geometria delle coperture che offre notevoli opportunità di illuminazione naturale dall’alto, il singolare profilo del fronte fanno di questo edificio un indiscutibile monumento di architettura industriale, una sorta di cattedrale dalla fortissima connotazione simbolica.
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