La villa, costruita nel 1826 dalla nobile famiglia Arese, assume l’appellativo di Casa Alta. Il conte Francesco Arese, conquistato dalle idee rivoluzionarie napoleoniche e risorgimentali, subisce il carcere dello Spielberg.
Nel 1903 la villa diventa proprietà di Davide e Guido Campari, figli di Gaspare, fondatore della grande azienda, per stabilirvi la propria abitazione. Nell’ampio parco vi costruiscono la loro nuova, più vasta e moderna fabbrica di liquori.
Le ragioni per cui i fratelli Campari per realizzare il loro progetto di espansione dell’azienda scelgono Casa Alta sono da attribuire, secondo alcuni storici dell’economia, a fattori tipicamente economici e infrastrutturali: come la linea tramviaria Milano- Monza per il trasporto della mano d’opera, i collegamenti con il nord Europa assicurati dalla ferrovia del Sempione, la presenza di un’abbondante falda di acqua purissima.
Questo è confermato dal fatto che la scelta dei Campari viene ripetuta, negli anni immediatamente successivi dai Breda, Marelli e Falck.
Fortunatamente la società Campari dimostra un eccezionale attaccamento alle proprie radici: compie infatti, per più di un decennio, un attento restauro, che conferisce nuova vita alla palazzina come dimora dell’ospitalità Campari e museo storico dell’azienda. La villa conserva all’esterno il suo aspetto originario di costruzione vagamente neoclassica, e al suo interno è ancora arredata con mobili, quadri e oggetti o già presenti nel 1903, all’atto dell’acquisto, o successivamente aggiunti dalla famiglia Campari.
Davide Campari vi trasferisce lo studio che possiede in via Manzoni a Milano; particolarmente suggestiva è la ricostruzione del Caffè Ristorante Campari, già in galleria Vittorio Emanuele, realizzata sulla base di fotografie d’epoca.
Villa Campari è in via Campari 23, Sesto San Giovanni.
Contenuti a cura dell’URP.
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