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Pace e diritti umani

La nostra esperienza africana

La nostra Amministrazione in occasione della Marcia Perugia-Assisi del 7 ottobre 2007, come nelle passate edizioni, ha aderito al progetto "Adotta un popolo - Ospita una persona: incontra un popolo". L’idea è che i comuni, le province, le regioni o le associazioni interessate invitino un rappresentante di un popolo, facendosi carico delle spese di viaggio e ospitalità. Ma soprattutto si tratta di accogliere un testimone di pace, che viene da un luogo lontano, e di organizzare occasioni di incontro tra questa persona e i cittadini, il mondo dell’associaizonismo, le scuole, in modo di far arrivare la sua voce in tutte le nostre case!

Qual è il popolo che abbiamo adottato?

la signora Godelieve Mukasarasi

Nel 2007 Sesto ha accolto per cinque giorni la signora Godelieve Mukasarasi, proveniente dal Rwanda, che, sopravvissuta al genocidio del 1994, lavora attivamente nell’ambito della promozione dei diritti umani ed è presidente dell’Associazione Sevota a Kigali.

Nei giorni di permanenza nella nostra città la signora Mukasarasi ha incontrato gli studenti dell’Istituto Erasmo da Rotterdam e ha avuto un incontro con il mondo dell’associazionismo umanitario sestese. 

Leggi il diario della nostra collega Tiziana Pennati, che ha incontrato Godelieve Mukasarasi. Lo scritto che Tiziana ci ha consegnato riassume le tappe di questa magnifica e coraggiosa signora rwandese a Sesto, Cormano, Cusano, Bresso, Cologno Monzese, prima della sua partenza per Perugia.
Il diario traccia il ritratto di una donna di una forza e una serenità sorprendenti, piena di tenerezza, nonostante le ferite della guerra che ha deturpato il suo popolo.

Nel 2008 una piccola delegazione sestese è andata in Rwanda a conoscere la realtà di questo paese. Facevano parte del gruppo Felice Cagliani, presidente del Consiglio comunale, Chiara Bono e Francesca Casiello, studentesse dell’Erasmo da Rotterdam, e Itala Benassi, docente del Liceo delle scienze Sociali.

Le ragazze italiane con un ragazzo rwandese in Rwanda

Anche Chiara e Francesca hanno tenuto un diario della loro esperienza. Inoltre sul sito dell’Erasmo potete trovare più informazioni e fotografie. Tra i video filmati in Rwanda, ve ne presentiamo uno: è una danza!

Uno dei problemi maggiori dell’attuale Rwanda è superare il genocidio del 1994. Nei villaggi vittime e carnefici si ritrovano fianco a fianco, donne che hanno subito stupri e donne i cui mariti hanno ucciso e violentato altre donne. La ferita è profondissima e se non viene ricomposta, il recente passato rischia di risucchiare in un vortice ogni speranza di ricostruzione futura. Non a caso a vivere una delle situazioni più preoccupanti sono i figli dell’odio, nati dalle donne violentate, spesso rifiutati dalle madri, abbandonati maltrattati, vittime a loro volta di ogni tipo di violenza.
Godelieve Mukasarasi, coordinatrice dell’associazione Sevota (Solidarietà per la crescita e lo sviluppo delle vedove e degli orfani), punta proprio sulle donne per la risoluzione del trauma della guerra civile e per prevenire conflitti futuri. Le donne rwandesi diventano portatrici di cultura di pace e si impegnano a ricostruire giorno dopo giorno una nuova convivenza tra Hutu e Tutsi. 

 

una donna rwandese fotografata durante il viaggio

La nostra esperienza africana si trova in:

STAMPA

foto di Godelieve in Italia e del viaggio sestese in Rwanda

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Sesto San Giovanni (Mi)
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