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•I fatti
   L'economia 
 
Viale Marelli, 1964,
("La Città di Sesto San Giovanni", anno II, n.1/2, aprile 1964)
 
  Terminato il periodo della ricostruzione, a partire dal 1953 e fino al 1962 le maggiori industrie sestesi partecipano al "miracolo" economico nazionale: la produzione aumenta e nasce un mercato di beni di consumo di massa (radio, televisioni, frigoriferi, automobili etc.).
Imprese come la Breda, la Ercole e la Magneti Marelli, l'Osva si lanciano sul mercato con nuovi prodotti e ottengono considerevoli successi.
È questo il periodo in cui si rafforza il mito di Sesto San Giovanni come "città delle fabbriche" o "piccola Manchester". Fioriscono ovunque sul territorio nuove imprese: solo tra il 1954 e il 1963 le aree destinate all'industria crescono del 35,6%.
Dopo il 1963 una lunga serie di momenti più o meno critici interessano l'economia nazionale: tra il 1963 e il 1965 la recessione economica, a partire dal 1968 la contrazione dei settori elettromeccanico e della meccanica pesante, a partire dal 1971 la crisi della siderurgia mondiale e infine, nel 1974, la crisi energetica. Tutti questi eventi hanno un forte impatto sulle grandi imprese sestesi che da allora fronteggiano le difficoltà riducendo il personale e varando continui piani di ristrutturazione e riorganizzazione aziendali.
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