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•I fatti
   La vita politica e sociale 
 
Nomina di Sesto San Giovanni
a città, 10 aprile 1954,
(Cadioli, 1976)
 
  La Giunta comunale del Cln rimane in carica fino alle prime elezioni amministrative (7 aprile 1946). I risultati delle elezioni sono molto chiari: il Partito comunista ottiene il 39% dei voti, il Partito socialista il 31,5%, la Democrazia cristiana il 27,5%, il Partito repubblicano poco più del 2%. Si insedia la prima di una serie di giunte di sinistra ed è eletto sindaco Abramo Oldrini, comunista ed ex deportato operaio della Breda. A giugno si vota il referendum istituzionale monarchia-repubblica: a Sesto San Giovanni la Repubblica ottiene l'86% dei voti.
La Giunta Oldrini gestisce uno dei periodi più vivaci nella vita della città: dalla crisi economica del secondo dopoguerra al boom economico. L'Amministrazione si impegna in una politica sociale di vasto respiro, per molti versi un modello per altri comuni: molte risorse vengono stanziate per opere pubbliche di primaria importanza come la costruzione o il rifacimento di strade, l'edificazione di scuole e dell'ospedale, il miglioramento del sistema idrico e di quello fognario, la costruzione di case popolari. Contemporaneamente sono fondate la Biblioteca civica - che oltre all'attività del prestito librario svolge opera di promozione culturale organizzando incontri, mostre di pittura, dibattiti, letture pubbliche di volumi - e le Scuole civiche di pittura e musica.
    Il successore di Oldrini è Giuseppe Carrà (comunista, partigiano ed ex lavoratore della Breda, sindaco dal 1962 al 1970) che deve affrontare il problema della massiccia immigrazione in città di lavoratori meridionali.
È però già dall'inizio degli anni Cinquanta che la popolazione di Sesto cresce impetuosamente: nel 1951 la città ha 45.027 abitanti, nel 1961 arriva a 71.497 e dieci anni dopo tocca gli 89.413 residenti.
Nel 1978 il picco più alto con 98.739 residenti. La Giunta fa fronte al problema con una politica di accoglienza e rafforzando la propria azione sul piano urbanistico: nuove porzioni del territorio vengono destinate all'edilizia economica popolare.
Durante l'amministrazione Carrà la prima linea (rossa) della Metropolitana milanese giunge a Sesto: nel novembre 1964 viene inaugurata la stazione Sesto Marelli (la Metropolitana raggiungerà nel 1986 il centro della città con la fermata Sesto Rondò e successivamente la stazione ferroviaria con la fermata Sesto F.S.).
Nel 1970 è eletto sindaco Liberato Biagi (socialista, ex partigiano, assistente sociale e sindacalista). La sua azione si sviluppa nel periodo in cui iniziano a manifestarsi a Sesto i sintomi di crisi della grande industria elettromeccanica, meccanica e siderurgica. Sul piano politico-sociale la Giunta Biagi è attenta in particolare ai problemi dei giovani: vengono inaugurate in questo periodo la colonia permanente di Rota Imagna e il centro di vacanza a Marina di Bibbona. Per gli anziani si rafforza l'assistenza domiciliare; sono inoltre istituite le Condotte sociali di quartiere.
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