torna all'indice
•I fatti
   Dall'armistizio dell'8 settembre alla fine del nazifascismo  
 
La Quinta Sezione Breda
bombardata, 30 aprile 1944,
(Ismec, Archivio Storico Breda)
 
  Pochi giorni dopo la firma dell'armistizio che pone fine alle ostilità tra i militari italiani e quelli anglo-americani, Mussolini dà vita alla Repubblica sociale italiana.
I tedeschi in ottobre creano dei presidi all'interno delle maggiori fabbriche per vigilare sulla produzione e per evitare sabotaggi. Alla fine di ottobre i comunisti milanesi formano i primi Gruppi di azione patriottica (Gap) incaricati di compiere coraggiose azioni militari contro i nazisti: nelle loro file entrano molti lavoratori sestesi. Una delle imprese più clamorose dei Gap (alcuni sono operai della Breda) a Sesto viene compiuta nel febbraio 1944 con l'assalto alla Casa del fascio nella centrale piazza IV novembre.
Il controllo dei nazisti sulle fabbriche non ferma a lungo la protesta dei lavoratori: all'inizio del novembre 1943 le maestranze della Breda scioperano e manifestano contro il licenziamento di molte donne.
Il 13 dicembre poi viene proclamato uno sciopero generale, che è allo stesso tempo politico ed economico, per ottenere la liberazione dei detenuti politici, il miglioramento degli spacci aziendali e delle mense, l'aumento dei salari. Lo sciopero ha un grande successo e coinvolge le maggiori fabbriche sestesi.
All'inizio del 1944 nasce il Comitato di liberazione nazionale (Cln) di Sesto San Giovanni. Lo costituiscono: Mario Finetti per il Partito comunista, Dario Tagliaferri per il Partito socialista di unità proletaria, Mario Asti per la Democrazia cristiana, Umberto Fogagnolo per il Partito d'Azione.
Nello stesso periodo entrano in funzione nelle più importanti fabbriche i Comitati segreti di agitazione che riuniscono esponenti comunisti, socialisti, azionisti e democristiani.
 
Gli operai della Breda in sciopero
ascoltano il plenipotenziario tedesco Funk
che intima loro di riprendere
il lavoro, marzo 1944,
(Comune di Sesto S. G., 1974)
 
  La Resistenza contro i nazi-fascisti coinvolge nel frattempo l'intera cittadinanza: non si contano gli episodi di sostegno ai militari sbandati dopo l'8 settembre e ai perseguitati politici. Un esempio fra i tanti: nell'aprile del 1944 alcune donne, grazie all'aiuto dei ferrovieri dello scalo merci, aprono tre vagoni piombati di un treno in sosta e liberano più di cento giovani rastrellati alla Benedicta (ex convento sull'Appennino ligure-piemontese) dai nazi-fascisti e destinati ai campi di concentramento.
Sempre in aprile, il giorno 30, l'industria sestese subisce un duro colpo per il bombardamento da parte degli americani della sezione aeronautica Breda che viene rasa al suolo.
Il 1° marzo 1944 un nuovo sciopero generale: a Sesto si fermano oltre 45.000 operai, impiegati e tecnici. Cominciano dopo lo sciopero massicci arresti di lavoratori (inviati quasi tutti nei lager nazisti): alla sola Breda, ad esempio, vengono arrestate oltre 120 persone. La repressione non piega la rivolta, che anzi si fa più radicale e organizzata: nella primavera del 1944 i comunisti creano le Squadre di azione patriottica (Sap) composte in prevalenza da operai che non entrano in clandestinità come i gappisti, ma affiancano all'attività lavorativa azioni di disarmo, di sabotaggio e di propaganda.
Nel giro di pochi mesi nascono Sap socialiste e repubblicane. Numerosi lavoratori sestesi si uniscono alle formazioni partigiane che operano sulle montagne lecchesi, in Ossola e nell'Oltrepò pavese. All'inizio del 1945 i democristiani costituiscono un distaccamento sestese della 25ª Brigata del Popolo. La Resistenza a Sesto San Giovanni coinvolge anche alcuni imprenditori: il caso più significativo è quello di Enrico Falck, militante cattolico antifascista arrestato nel gennaio 1945 e scarcerato alla Liberazione.
La fine del fascismo è scandita da un'ondata di scioperi a partire dal 12 aprile 1945. Il 25 aprile lo sciopero generale annuncia l'insurrezione: gli operai armati presidiano le maggiori fabbriche. I pochi scontri con fascisti in fuga finiscono la sera del 27 aprile, gli alleati arrivano in città il giorno dopo. Il Cln assume il potere e insedia la Giunta comunale: è nominato sindaco Rodolfo Camagni (Pci), vicesindaci sono Enrico Recalcati (Dc) e Francesco Merli (Psiup).
<< Il crollo del regime  Medaglia d'oro al valor militare >>