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•I fatti
   La grande trasformazione

 
 
Il Rondò all'inizio del '900,
(Parma, 1989, p. 182)
 
  L'industrializzazione sestese avviene a opera di imprenditori milanesi (Breda, Camona, Marelli, Spadaccini) che portano fuori dal capoluogo lombardo i propri stabilimenti per vari motivi: necessità di maggiori spazi per imprese più grandi e moderne rispetto a quelle di Milano, costi dei terreni più bassi, maggiore salubrità degli stessi per la lontananza da marcite e risaie (che si trovano a sud di Milano), comodi e frequenti collegamenti con Milano grazie alla tramvia, un agevole collegamento con le regioni del centro Europa per mezzo della ferrovia (soprattutto dopo l'apertura, nel 1882, del traforo del San Gottardo), buone fonti di energia dopo l'apertura della centrale elettrica di Cassano D'Adda, disponibilità di uno scalo merci.
Le società che iniziano la loro attività a Sesto hanno bisogno di molta manodopera e anche da questo punto di vista la vicinanza a Milano e il fatto di essere attraversata da una ferrovia e da una tramvia costituiscono un notevole vantaggio. I tecnici che contribuiscono a far grande l'industria sestese giungono a Sesto da Milano con il tram, mentre gran parte degli operai sono, soprattutto all'inizio, pendolari che provengono in particolare dal Lecchese, dal Comasco, dal Bresciano e dal Bergamasco e arrivano a Sesto grazie alla ferrovia.


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