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•I fatti
   Fra Medioevo e Settecento 
 
Giovanni Battista Clerici,
carta dei dintorni di Milano,
1600 ca.,
(Parma, 1989, p.54)
 
  Le origini del borgo sono incerte: alcuni studiosi pensano che sia stato fondato dai romani, altri attribuiscono la fondazione ai Longobardi, giunti in Italia fra il 568 e il 569 d.C. È certo che questa popolazione dominò il territorio di Sesto: si pensi che Cascina de Gatti (comune autonomo fino al 1869, poi incluso nel comune di Sesto) un tempo si chiamava Sundro, dalla parola longobarda sundrium (= terreno tenuto e lavorato dai padroni da sé e con l'opera dei servi).
Sono molto scarse le notizie sulla Sesto medievale: il borgo agricolo è minuscolo, simile a molti altri della pianura Padana.
 
Bernardino Luini, Il sonno di Psiche, Villa Pelucca,
(Enciclopedia, 2000, p.23)
 
  Bisogna arrivare al 1546, agli inizi della dominazione spagnola, per avere informazioni sulla popolazione: un registro censuario di quell'anno ci dice che a Sesto vivono 437 persone (101 nuclei familiari). Il 68% della popolazione lavora nei campi, il 20% circa è costituito da piccoli artigiani, il rimanente è rappresentato da nullatenenti. I terreni coltivati appartengono a pochi grandi proprietari, molti dei quali vivono a Milano.
Nel 1770 il censimento promosso da Maria Teresa d'Austria (gli Asburgo dominano sul Ducato di Milano dal 1714) segnala che la popolazione sestese è composta da 1277 individui. La durezza dei lavori campestri, la scarsa e povera alimentazione, le condizioni abitative malsane non hanno frenato quindi l'espansione demografica di Sesto.
Nel 1770 i sestesi sono ancora in gran parte agricoltori. Gli artigiani sono solo 19: tra questi vi sono sei sarti, quattro falegnami, due calzolai, un fabbro e un oste.
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