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Servizi per stranieri

Donne migranti: alfabetizzare e includere

Imparare l’italiano, specializzarsi in un mestiere come quello della sarta, allenarsi a fare i conti per tutta la famiglia, scegliere uno stile alimentare sano e vivere importanti momenti di socializzazione senza dimenticare la propria identità culturale sono il motore del progetto Conoscere, riconoscere, intessere. Lingua italiana e relazioni inclusive.

Le iniziative

  1. Lingua e madri. Corso di italiano per giovani mamme straniere ogni lunedì e giovedì mattina.
    Le partecipanti frequentano il corso mentre i loro bambini e bambine, di età compresa tra 0 e 3 anni, vivono un momento di gioco con una educatrice.
    E’ anche l’occasione per conoscere altre mamme e non solo perché sapere l’italiano è il presupposto per una migliore integrazione nella comunità sestese.
  2. Donne che vogliono migliorarsi. I martedì mattina le donne si incontrano per fare lavori a maglia, cucito e ricamo. Imparano a fare i conti con il bilancio familiare e praticano l’uso del pc.
  3. Svelate. Mostra fotografica di donne di origine marocchina, che hanno saputo coniugare in armonia il lavoro e la vita familiare riuscendo a realizzarsi personalmente ed economicamente.
  4. Festa di fine anno. Una giornata di festa a chiusura di un anno di attività. Buona cucina e musica per condividere un momento gioioso.

E per il futuro? Proporremo visite guidate nelle scuole, una tavola rotonda sul tema Donne e Islam e la proiezione di Eco de femmes.

I partner

Regione Lombardia ha finanziato per questo progetto € 15.000 nell’ambito dell’iniziativa “Progettare la parità in Lombardia 2015”.
I partner sono: Cespi Centro Studi Problemi Internazionali, l’Associazione Onlus Da Donna a Donna, l’ Associazione Culturale DireFareDare, La Grande Casa Società Cooperativa Onlus, il C.P.I.A. 2 Milano Centro Provinciale per l’Istruzione degli adulti, la Fondazione ISEC Istituto per la Storia dell’Età Contemporanea e l’Istituto Professionale di Stato “Enrico Falck”.
Collaborano: La Società delle Storiche.

 

Le mamme raccontano

 Ibtissem, mamma straniera - 17 marzo 2016

La scuola delle mamme è l’unico respiro per noi donne straniere!
Come e perché??
Noi donne, soprattutto straniere​ arabe​, viviamo qui in Italia per la famiglia, per essere brave mamme e mogli, non pensiamo mai a noi stess​e​​.
Tutti giorni sono uguali, sembra una corsa per finire tutto in tempo e perché sia tutto perfetto, e non ricordiamo mai di fare una cosa per noi stesse.
A scuola, l’unica interessata sono io, lo faccio per me, per imparare la lingua italiana e per integrar​m​i,ho conosciuto tantissime altre mamme arabe di diverse nazionalità: egiziane, marocchine, algerine e anche del Perù e di altri paesi da tutto il mondo. Il bello dentro la nostra scuola è che siamo tutte pari non c’è mai differenza tra una e l’altra, mai ti chiedono della tua religione o della tua lingua o dei tuoi studi, ti accettano come sei tu. Oggi, grazie a quel poco che ho imparato, sono diventata capace di uscire di casa senza avere la paura che non mi capisc​a​no o di non riuscire a​  esprimere​ me stessa​. In più, siccome, non posso mai dimenticare che sono una mamma, penso sempre a​lle​ mie figlie, che s​i​ divertono tantissimo e vengono trattate benissimo e con affetto da parte delle volontari​e​.
In ​ poco tempo  ho imparato tanto, riesco a capire quello che mi dicono e provo tante volte a rispondere, ad esprimer​m​i,  finché tutte mi capiscono.
Lunedì e giovedì, sono due giorni speciali​ per me in settimana, ogni volta ​che ​vado non vedo l’ora di tornare, e vorrei con tutto il cuore che fosse per tutta settimana non solamente due giorni. Quando capita che non sto bene e non vado, mi sento male e passo una settimana più pesante.
Appena entro la mattina, mi sento già meglio, trovo accoglienza da parte di tutte le maestre e le persone che trovo l​ì:​ è troppo bello quel sentimento.
S​i​ inizia la lezione con gioia e felicità, e passano due ore in fretta senza nemmeno accorger​c​​ene​, esco sempre con un vocabolario nuovo e ricco, imparo tantissimo e ​se ​qualche volta mi tocca a fare i compiti a casa, anche così riesco a prendere un po’ di tempo per me. Lì siamo divisi in tre livelli, ci sono anche mamme analfabete, che imparano a leggere e a scrivere in italiano.
Sono contenta e mi piace tantissimo questa esperienza e spero che tutte ​le ​donne_mamme straniere come me poss​a​no avere questa fortuna​,​ come l’ho avuta io.
Ringrazio tantissimo tutte per le cose belle che si fanno, per noi e per i nostri figli.
Grazie.


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mamma con figlia in spallamatite

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