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Lavorare con il Comune

Mobilità da ente a ente

Nell’ambito del pubblico impiego la mobilità si suddivide in mobilità interna, che opera all’interno del singolo ente e trasferisce il dipendente da un settore all’altro, e mobilità esterna, cioè il reclutamento del dipendente da un’altra pubblica amministrazione. La copertura dei posti vacanti mediante mobilità esterna è prioritaria rispetto ai concorsi pubblici.
Sono inoltre possibili due forme di mobilità: la mobilità compensativa (interscambio) e la mobilità volontaria.

Mobilità volontaria

Le amministrazioni pubbliche assumono il personale prioritariamente attraverso procedure di mobilità volontaria esterna, in base alle esigenze interne dell’ente.
La mobilità volontaria esprime la volontà del dipendente interessato a trasferirsi dall’amministrazione di appartenenza a un’altra amministrazione. La mobilità volontaria è possibile anche fra comparti diversi. È sempre necessario il nullaosta da parte dell’amministrazione di appartenenza.

Prassi da seguire
Con la pubblicazione di un avviso di mobilità volontaria da parte dell’amministrazione che intende coprire posti vacanti, gli interessati che hanno i requisiti richiesti, devono presentare una domanda di trasferimento secondo le modalità indicate nell’avviso. Viene quindi espletata una selezione che prevede il superamento delle prove indicate nell’avviso di mobilità. Se l’ente di appartenenza del candidato risultato idoneo autorizza il trasferimento mediante rilascio di nulla osta, l’interessato viene inquadrato nei ruoli organici della nuova amministrazione.
(Normativa di riferimento: Art. 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165)

Mobilità compensativa o interscambio

È prevista la possibilità di uno scambio di dipendenti, anche di diverso comparto, purché esista l’accordo delle amministrazioni di appartenenza ed entrambi i dipendenti abbiano un corrispondente profilo professionale, o svolgano le medesime mansioni. Anche in caso di identico mansionario e di identico comparto, è comunque sempre necessario il nullaosta da parte dell’amministrazione di appartenenza affinché la pratica vada a buon fine.
(Normativa di riferimento: Art. 7 D.p.c.m. n. 325 del 5.08.1988)

Prassi da seguire
Per presentare una richiesta di mobilita compensativa è necessario:

  • trovare una persona di pari categoria (o categoria equivalente in caso di comparti diversi) e profilo professionale interessata all’interscambio
  • spedire entrambi e contemporaneamente una lettera all’ufficio personale dell’ente in cui si desidera trasferirsi
  • chiedere nella lettera di essere trasferiti con mobilità e dichiarare di essere a conoscenza che l’altra persona ha a sua volta presentato analoga domanda
  • spedire la lettera per conoscenza anche al proprio ente di appartenenza.

Alla richiesta possono seguire i colloqui, ai quali uno o tutti e due i richiedenti possono essere chiamati. In caso di buon esito del colloquio, l’ente presso il quale si è presentata domanda di mobilità scriverà all’ente presso il quale la persona che ha presentato domanda lavora, chiedendo la concessione del nullaosta al trasferimento.

A questo punto, l’ente di appartenenza risponde concedendo o negando il nullaosta.

Mobilità da ente a ente si trova in:

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macchinina che corre con uomo vestito da lavoroombrello rosso tra tanti bianchi

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